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DIETA E SINDROME DELL’ OVAIO POLICISTICO

Non solo i farmaci ma con una corretta alimentazione nel tempo puoi avere DIMAGRIMENTO e miglioramenti degli OUTCOME riproduttivi/endocrini.

La Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) è un disordine endocrino-metabolico che, interessando il 5-10% (1) della popolazione femminile di origine mediterranea in età riproduttiva, costituisce, verosimilmente, la più comune endocrinopatia dell’età premenopausale.

Le caratteristiche principali sono iperandrogenismo, oligo-anovularietà ed alterazioni morfologiche dell’ovaio.
L’obesità, tipicamente caratterizzata da una distribuzione dell’adipe a livello
centrale (obesità androide), ha una prevalenza variabile dal 30 al 75% delle
pazienti con PCOS in tutto il mondo.

Studi prospettici e randomizzati, infatti, hanno evidenziato, nelle pazienti con PCOS, un aumentato rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2, dislipidemie, tumori e malattie cardiovascolari.
I fattori di rischio cardiovascolari nella sindrome dell’ovaio policistico sono:
aumentato indice di massa corporea (Body Mass Index, IMC);
aumentata Insulinemia;
aumentata Colesterolemia;
diminuita Colesterolemia HDL;
aumentata Colesterolemia LDL;
aumentato rapporto vita/fianchi (WHR, waist to hip ratio);
aumentati Trigliceridemia;
aumentata pressione arteriosa sistolica.

Il minimo comune denominatore nella patogenesi di tutte queste alterazioni
sarebbe l’iperinsulinemia, indipendentemente dall’IMC.

Un’adeguato approccio terapeutico per la PCOS si basi sull’associazione di una dieta moderatamente iperlipidica (in cui l’aumento della quota lipidica viene perseguito principalmente mediante un aumento della quota di acidi grassi insaturi) ed ipoglucidica, esercizio fisico aerobico, oltre che una terapia farmacologica specifica. Una dieta siffatta,infatti, riducendo lo stato di insulino-resistenza, determinerebbe un netto miglioramento delle implicazioni metaboliche e dello stato iperandrogenico della PCOS. E questo è sicuramente un dato importante se si considera che il miglioramento del quadro clinico-ormonale mediante il ricorso ad un regime dietetico adeguato è utile soprattutto nelle pazienti sovrappeso od obese
Katcher (2009) ha dimostrato come una dieta ad elevato contenuto in
lipidi, possa determinare in acuto, riduzioni più significative e durature dei livelli di Testosterone e della glicemia rispetto ad una dieta ricca in carboidrati.
D’altra parte simili osservazioni erano state fatte precedentemente anche da
Volek (2001).
Ovviamente anche il tipo di lipidi gioca un ruolo fondamentale nella
modulazione dei livelli circolanti di Testosterone e in tal senso un ruolo positivo sarebbe svolto dagli acidi grassi insaturi, ma non da quelli saturi. Liepa (2008) aveva dimostrato come il consumo di prodotti a spiccata attività antiinfiammatoria (acidi grassi insaturi e vitamine) possa migliorare il profilo
androgenico delle pazienti con PCOS.
In particolare, una dieta ad alto contenuto di lipidi insaturi e a basso contenuto di carboidrati, agendo sull’insulino-resistenza, sarebbe utile nel migliorare il profilo metabolico-ormonale delle pazienti con PCOS, soprattutto se sovrappeso od obese.

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